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La relazione con i bambini è molto preziosa. L’affetto e la presenza dei piccoli hanno un effetto tranquillizzante sull’anziano. È importante coinvolgerli e farli sentire utili, per migliorare la vita di chi soffre.
Suggerimenti:
Il malato talvolta pensa di avere smarrito qualcosa, ne rimane sconvolto e accusa chi lo assiste di averlo derubato. Forse ha dimenticato dove ha messo l’oggetto o a chi l’ha dato. In ogni caso la perdita è motivo di grande angoscia.
Suggerimenti:
Vagabondare è un comportamento comune del malato. Può girare per casa oppure cercare di uscire o camminare di notte quando gli altri dormono. Il vagabondaggio non è quasi mai senza scopo, ma facilmente il malato dimentica dove sta andando e cosa si proponeva di fare, oppure non è in grado di spiegarlo.
Suggerimenti:
Il malato si comporta spesso in modo aggressivo, sia verbalmente che fisicamente. È importante ricordare che l’aggressività è dovuta alla malattia più che all’individuo. Anche persone con un carattere molto dolce talvolta possono agire così.
Suggerimenti:
Il malato manifesta difficoltà di comunicazione che col tempo tendono ad aggravarsi. Il termine “afasia” è usato per indicare la difficoltà o la perdita della facoltà di capire la lingua parlata e scritta, come conseguenza del deterioramento del corrispondente centro nervoso.
Suggerimenti:
Molte attività del malato sono impedite o limitate dalla perdita di memoria, dai problemi di concentrazione e dalle difficoltà fisiche. Ma che si tratti di attività ricreative o di compiti domestici di routine, avere qualcosa da fare aiuta a strutturare la giornata, favorisce la socializzazione e aiuta a misurare le proprie capacità.
Suggerimenti:
La capacità di spostarsi autonomamente garantisce al malato l’opportunità di fare esercizio, rimanere in forma e mantenere un certo grado di indipendenza. Può accadere che il malato non sia interessato a muoversi e che abbia difficoltà a capire i suggerimenti. A rendere difficoltoso il movimento possono poi contribuire vari problemi fisici. Perseveranza e incoraggiamento possono convincere il malato a essere più attivo e indipendente.
Suggerimenti:
La perdita progressiva della memoria è uno dei sintomi più comuni della malattia. Spesso è il primo segnale che induce a sospettare che qualcosa non va e a rivolgersi al medico. Nella malattia di Alzheimer la memoria dei fatti recenti tende a essere la più colpita, mentre la memoria a lungo termine resiste per molti anni dall’inizio della malattia.
Suggerimenti:
Il malato può rimanere seduto a lungo senza far nulla. Talvolta smette di parlare con gli altri e si chiude in se stesso, forse come conseguenza della sua incapacità di comunicare. La causa di tale comportamento è sconosciuta. Con pazienza e perseveranza è possibile incoraggiare il malato a fare qualcosa e a interessarsi di ciò che accade intorno a lui.
Suggerimenti:
È possibile che il malato non riesca a riconoscere le persone e gli oggetti a causa del problema della memoria, dello stato confusionale o della vista. Un’altra causa può essere la difficoltà a collegare e dare un senso a ciò che vede e ciò che ricorda: i due tipi di informazioni non coincidono più. Questo problema, definito “agnosia”, può rendergli la vita difficile e aumentarne l’isolamento e la paura, in quanto i familiari vengono percepiti come estranei.
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